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Inaugurazione del Ladispe

L'occasione dell'inaugurazione del laboratorio didattico sperimentale LADISPE e della sua dedica alla memoria del prof. Rinaldo Sartori si presta ad alcune riflessioni. Innanzitutto è doveroso sottolineare la tenacia con cui si sono mossi i due dipartimenti di Automatica e Informatica e di Elettronica, che hanno messo a punto nel 1990 il progetto di un laboratorio comune, che e stato subito in grado sia di sviluppare iniziative autonome di didattica sperimentale, coinvolgendo una quindicina di corsi, sia di coordinare l'attività di altri laboratori dipartimentali. Interventi di questo tipo non possono che essere valutati con grande favore e con l'auspicio che indichino a tutti l'importanza delle attività sperimentali negli studi di Ingegneria. Essi devono essere visti come un'inversione della tendenza manifestatasi nel recente passato allorché il gran numero degli studenti da gestire e la carenza di spazi e di risorse hanno portato a una eccessiva mortificazione della didattica di laboratorio. Ed è importante sottolineare come la centralità delle attività sperimentali sia stata colta anche dagli allievi, che hanno sostenuto con la contribuzione studentesca una parte consistente degli oneri finanziari per la realizzazione del LADISPE e che hanno collaborato alla sua gestione partecipando attivamente ai lavori della specifica commissione.

L'inaugurazione del LADISPE può essere anche colta per richiamare l'attenzione sull'opportunità che, utilizzando strutture di questo tipo, adeguatamente potenziate, i nostri allievi concludano in ogni caso i loro studi con una tesi sperimentale. Non si sottolineerà mai abbastanza l'importanza di completare il percorso formativo con un'esperienza che consenta all'allievo di manifestare congiuntamente le conoscenze ingegneristiche acquisite e la capacita di esprimerle in modo corretto. Nel momento in cui l'Ateneo si accinge a valutare la praticabilità di attivare corsi di diploma universitario "metropolitani" in Ingegneria, la presenza di una struttura come il LADISPE può essere presa come modello di riferimento. Solo il ricorso sistematico a laboratori di questo tipo consentirà, infatti, la formazione di tecnici con preparazione universitaria capaci di recepire e di gestire l'innovazione scientifica e tecnologica e di svolgere attività di supporto alla ricerca. L'ampio ricorso alla didattica sperimentale dovrà riguardare sia gli aspetti applicativi delle discipline di base, sia, ovviamente, quelli delle specifiche materie ingegneristiche sia ovviamente, quelli dei corsi piu' professionalizzanti.

Del LADISPE occorre ancora evidenziare due aspetti significativi: l'interdisciplinarietà degli esperimenti che in esso possono essere svolti, e che dovrebbe garantire l'ottimizzazione dell'apprendimento, e l'interdipartimentalità dell'iniziativa, che sicuramente consente l'ottimizzazione delle risorse. Anche sotto questi punti di vista il LADISPE può essere proposto come esempio da seguire in altri settori dell'Ingegneria. Concludendo desidero ancora sottolineare il significativo, elevato valore del rapporto benefici/costi che ha caratterizzato questo primo periodo di attività del laboratorio. La carenza di personale tecnico dedicato, la ristrettezza degli spazi, le risorse faticosamente acquisite sono state paradossalmente uno sprone a fornire un servizio che è ora utilizzato da circa milletrecento allievi di una ventina di corsi. Un esempio di bontà della scelta di procedere con tenacia per passi successivi nell'ambito di un preciso progetto di riferimento, da cui deriva un impegno di tutti a sostenerne l'ulteriore sviluppo e sostentamento.

Un ultimo cenno deve essere espresso sull'opportunità di dedicare il LADISPE alla memoria del prof. Rinaldo Sartori. Si deve essere grati ai colleghi dei settori dell'informazione e dell'elettrotecnica per aver saputo cogliere l'occasione di testimoniare il ricordo e la riconoscenza della Facoltà per uno dei suoi docenti più prestigiosi che per circa un trentennio, dall'inizio degli anni Cinquanta alla fine degli anni Settanta, ha svolto l'insegnamento di Elettrotecnica generale e ha ricoperto significativi incarichi, quali la direzione dell'Istituto Elettrotecnico Nazionale Galileo Ferraris e dell'Istituto di Elettrotecnica generale, e la presidenza delI'Associazione Elettrotecnica Italiana.

Autore: Pietro Appendino

Data: 1993

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